Questo è un testo che io e Lola su Ci riprovo abbiamo deciso di scrivere insieme e di diffondere insieme sui nostri blog, per email, e sui nostri profili Facebook.Ci rivolgiamo a Lorella Zanardo, Lidia Ravera, Caterina Soffici e Giovanna Cosenza.Voi quattro avete un blog nello spazio…
Parmina docet. (via sweetpotatopie) (via terranearia) (via laurakoan) (via lavivy) (via mcalamelli) (via lapaolina) (via sisedesnonis)
La #Chiesa è #prolife , ma comunque un ammasso di cellule conta sempre più di una persona già nata e formata, specie se donna.
E per la cronaca: chi sostiene che abortire dopo una violenza è rimediare ad un torto con un torto ancora maggiore, sappia che se esiste un Dio, non lo premierà di certo.
Non ve lo auguro, ma tutti voi così certi del bene e del male, voi tutti (specialmente uomini) che quotidianamente parlate del e sul corpo delle donne, pensate se quella bambina di 9 anni fosse vostra figlia, vostra sorella, la vostra futura madre… E ora ditemi che se qualcuno violentasse la vostra figlioletta di 9 anni, dareste la precedenza al feto che porta in grembo piuttosto che alla SUA di vita (sì, anche se può sembrarvi sconvolgente, conta anche e SOPRATTUTTO la sua, di vita, già irrimediabilmente rovinata).
Incredibile, ma le donne non sono incubatrici. Sono persone.
E, anche se ci provate da secoli, attraverso la Chiesa, attraverso varie strutture di potere, con la forza… Non riuscirete MAI a escluderle dalla vita, a prendere il controllo sulla vita.
Che vi piaccia o no, è la donna quella con l’utero. Fatevene una ragione e smettete di stressarci con i vostri complessi da invidia della vagina.
E ancora una volta la stessa canzone
con le stesse parole che non cambiano mai,
ancora una volta mi crolla addosso una delusione
e io che credevo di avere capito oramai…
Ma se sbagliando s’impara
perché non imparo mai?
Perché più sono sicura
più mi ficco dentro ai guai?
Sarà perché non ho paura
e non mi faccio i fatti miei,
ma se non fossi così dura
forse non ti piacerei.
Ma che donna sarei,
con che faccia la mattina
nello specchio mi guarderei,
se accettassi compromessi
per esser quella che tu vuoi?
Se mi cambiassi e mi vendessi
per quel poco che mi dai?
Non avrei dovuto fidarmi di dolci promesse
di quelle quattro frasi che sono sempre le stesse,
ma sono ancora qui, soltanto un poco più stanca
e non riesco nemmeno a capire che cos’é che mi manca…
[…]
Non cambierò e resterò
quella che sono e che sempre sarò.
(Eugenio Finardi, Che uomo donna sarei)
(Fonte: youtube.com)
Puntata di domenica 26/09/2010
Lorella Zanardo, La questione maschile
Che uomo piccolo piccolo, incapace di affrontare la donna che sta davanti a lui armata solo di un cuore in una mano e un cervello nell’altra.
Nawal El Saadawi, È il corpo delle donne la merce più redditizia del libero mercato